Calende di Marzo

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Calende di Marzo

Messaggioda Satyricon » 01/03/2010, 11:38

Marzo inaugura l’anno romano antichissimo e rimarrà sempre il mese che apre l’anno religioso.
Chiaramente il suo nome è riferito a Marte, nume italico primigenio, ed a Lui il mese è consacrato per intero, così come nelle singole feste: Marte, protettore dell’ agricoltura, difensore armato della terra coltivata, personificazione italica del principio generatore, del Sole vivificante, Egli è il divino genitore di Romolo Quirino e supremo protettore dell’ Urbe. Questa figura divina collega le origini di Roma con la sua componente prettamente italica, quella sabina, ed alla città di Curi.

Il mese si apre con la ricorrenza sacrale per eccellenza: il Capodanno religioso si manifesta con il rinnovamento dei fuochi, primo fra tutti quello di Vesta, che in sé riassume tutti i focolari.

Sebbene il mese di marzo sia dedicato a Marte, pure viene considerato sotto il patrocinio di Minerva, che in quel mese nacque, uscendo armata dal cervello di Giove.

Il 9 marzo cade l’anniversario della discesa dal cielo dello scudo di Marte (Ancile) alla presenza di Re Numa e del popolo radunato innanzi la Reggia. Ne furono fatte undici copie identiche al primo dall’artefice Veturio Mamurio (ricordato il 14 del mese) e custodite dal Collegio dei Salii Palatini, 12 sacerdoti scelti fra giovani patrizi che avessero i genitori viventi, consacrati a Marte. La loro processione, a passo di danza, aveva luogo specialmente nel Foro, al Campidoglio, nel Comizio e presso gli altari, alla presenza dei Pontefici.

Il particolare culto di Marte a Roma collega la sua nascita ad una aristocrazia di guerrieri conquistatori giunta nel Lazio nella tarda età del bronzo. Sotto le insegne di Marte e delle sue ierofanie animali altri popoli derivanti dalla schiatta sabina, come i Picenti, i Sanniti, gli Irpini, i Lucani, i Marsi, nel corso di numerose “Sacre Primavere”, popolarono vasti territori della penisola. La presenza della lupa e del picchio, animali notoriamente sacri a Marte, nel mito delle origini romulee della Città, è forse una spia delle sue derivazioni italiche.


Fonte: KALENDARIUM, di Renato Del Ponte.

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