***** EDITORIALE *****
PER GIULIANO KREMMERZ
Tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 una discussione avente per oggetto il pensiero di Giuliano Kremmerz, cui hanno partecipato anche alcuni collaboratori e molti lettori della nostra rivista, ebbe, nel nostro precedente sito internet di
SaturniaTellus (ora
http://www.lacittadella-web.com/forum/), ben 30.000 visite. Diversi lettori e partecipanti a quella discussione attendevano pure con una certa curiosità un articolo, originariamente promesso per il n° 33 de “La Cittadella”, col quale Gennaro D’Uva sarebbe ritornato su Kremmerz e Reghini, dopo che un suo ampio e notevole scritto sull’argomento apparso sul n° 22 aveva provocato una altrettanto ampia e notevole replica di Piero Fenili su “Elixir”, l’interessante rivista delle Edizioni Rebis. Il nostro editore, infine, già da tempo ci proponeva di dedicare anche a Kremmerz, dopo Evola e Reghini, un numero speciale, componendo così una sorta di trilogia del più alto pensiero esoterico italiano del Novecento. Tutto questo ci ha indotti a venire incontro ad una richiesta così sentita di trattare in modo ampio e vario il tema Kremmerz, pregando D’Uva di andare oltre il suo progetto originario di scrittura ed invogliando altri studiosi dell’opera kremmerziana a partecipare alla costruzione di questa nuova torretta del castello culturale che andiamo con fatica e passione costruendo ormai da ben nove anni, indagando e valorizzando la totalità della sapienza e della spiritualità precristiane dell’Italia e dell’Occidente.
La nostra essendo una rivista d’orientamento
tradizionale romano, occorre sottolineare che vi sono ben precise linee di confine tra tale orientamento e quello dell’ermetismo di Kremmerz e dei suoi Maestri. Tale ermetismo però affonda le sue radici più prossime (le più lontane nel tempo devono ritenersi più lontane anche nello spazio) in una Campania magnogreca e romana con forti innesti egizio-ellenistici, e nei secoli post-romani non solo si è intrecciato con elementi della sapienza più genuinamente italica, ma ha pure svolto un ruolo occulto nel positivo ritorno dell’Italia all’indipendenza e all’unità politica, così da costituire per noi più che legittimo motivo di interesse culturale.
Di Kremmerz offriamo la lettura di un testo denso di dottrina e di poesia, dimenticato ma a lui sicuramente attribuibile:
Il Canto Ammonio; ma pure rivisitiamo il ‘mosaico’ di passi kremmerziani fatto da Evola in “Krur”. Tra i suoi contemporanei, abbiamo scelto Ersilia Caetani Lovatelli quale guida alla presenza di Iside in Roma; tra gli antichi
auctores Apuleio, buon magus e buon
civis Romanus, così come, a giudizio di Reghini, Kremmerz fu “un esoterista di valore ed un buon italiano”.
Gli autori invitati a scrivere dalla Direzione, che si è concessa il piacere (
non il diritto, precisiamo) di invitare anche se stessa, sono stati il prof. Piero Di Vona, filosofo e storico della filosofia e del pensiero tradizionale, Gennaro D’Uva, che consideriamo il principale esperto di esoterismo tra i nostri collaboratori abituali, Sergio Groppelli, appartato studioso di ermetismo, cabala, filosofia e letteratura (con particolare riguardo per il Leopardi). Tutti questi autori, e anche chi ora scrive, non appartengono ad alcuna fratellanza kremmerziana o sedicente tale e hanno in comune una formazione filosofica: tale dato potrà, a seconda dei punti di vista, essere considerato un pregio o un limite. A noi sembra soprattutto una garanzia di rigore intellettuale e di autonomia di giudizio.
Agli studiosi seri e ai lettori attenti si spera che anche questo lavoro su Kremmerz, come già quelli su Evola e Reghini, possa apparire come un contributo non comune agli studi tradizionali e alla conoscenza di una figura straordinaria e misteriosa quale quella di Ciro Formisano/Giuliano Kremmerz, figura che – questo può essere anticipatamente dichiarato ad amici e nemici del Maestro ermetista – tutti gli artefici del nostro
speciale ritengono di elevatissima caratura spirituale e di decisiva importanza culturale. A chi non si limiterà ad uno sguardo veloce, non sfuggirà nemmeno, poi, il dato che Kremmerz è servito un po’ a tutti gli autori per parlare, pur senza mai distaccarsi dal riferimento centrale, anche di altro e di altri: esoterismo, religioni, filosofia, letteratura, Reghini, Evola, Guénon…
Crediamo pure interessante segnalare che gli scritti lasciano trasparire la dimensione soggettiva dell’incontro degli scriventi con Kremmerz, i personali centri di interesse, le riflessioni legate al proprio cammino spirituale e intellettuale. Ciò per far capire che, a nostro avviso, non esiste lettura (di Kremmerz come di qualunque altro seminatore di idee) la quale, pur rigorosa e razionalmente e intuitivamente ben condotta, non sia in fondo lettura individuale, scaturita dalle profondità di quel mondo interiore su cui Kremmerz volle portare un po’ di luce, parlando ad esempio dell’“uomo storico”, correggendo ed integrando lo stesso Freud. Nell’ambito propriamente iniziatico, o metafisico-realizzativo, che è poi l’ambito in cui realmente vanno
ri-solte le idee di Maestri come Kremmerz, il
leggere deve lasciare ad un certo punto il posto all’
operare, ed è solo questo atto che può alla fine veramente rendere oggettivi e disindividualizzati gli stessi
leggere ed
interpretare.
La consapevolezza di tutto ciò sarà utile a rendere anche ragione del nostro preventivo alzare le spalle di fronte alle polemiche che potranno eventualmente seguire a questo
speciale, ove, pure per bocca di Kremmerz e di Leopardi, si è peraltro dichiarata la
illusorietà del nostro solido/solito mondo.
Sandro Consolato Due postilleI / Pur consapevoli della inadeguatezza filologica della raccolta di scritti kremmerziani in tre volumi
La Scienza dei Magi (Ed. Mediterranee), per le citazioni da Kremmerz si è scelto di riferirsi ad essa pressoché costantemente in tutti gli articoli, trattandosi comunque della più nota e diffusa, nonché unitaria, edizione delle opere del Nostro.
II / La Direzione ringrazia quegli Amici Lettori che hanno contribuito alla ricerca delle illustrazioni per questo
speciale che, dal punto di vista iconografico, ha voluto onorare soprattutto la Campania quale terra di antiche sapienze e di arte immortale.