citazione di Celso in Alejandro Amenábar

Quaderni di studi storici e tradizionali romano-italici.

citazione di Celso in Alejandro Amenábar

Messaggioda paride » 20/06/2011, 21:36

volevo segnalare la squisitezza tecnica e la citazione dello scritto di Celso Il discorso vero, nel film Agorà ( sul martirio di Ipazia) quando con una sequenza velocizzatia e zummata da lontano il regista Alejandro Amenábar fa apparire i parabolani come formiche brulicanti, vedesi ciò che diceva Celso dei cristiani: appaiono siamili a un grappolo di pipistrelli o a formiche uscite dalla tana (cito da retro copertina edizione Adelphi). Bellissima la monografia dedicata dalla Cittadella sulla figura di Ipazia.
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Re: citazione di Celso in Alejandro Amenábar

Messaggioda Joinville » 23/07/2011, 23:57

Bah trovo quel film orripilante: il regista con la scusa di deprecare il cristianesimo delle origini fa l' apologia del peggior giacobinismo.

Il momento peggiore di tutto il film e quando davanti al consiglio della città si chiede ad Ipazia in che cosa credesse veramente visto che respingeva il dio dei cristiani, ed ella risponde, udite udite: "I believe in philosophy", intesa come ragione, ovvero alla scienza profana del XVII secolo.
C'è da chiedersi dove finisca l'ignoranza del regista e dove cominci la malafede di una certa ideologia.

Ipazia è stata l'ultima legittima rappresentante della scuola neoplatonica antica, non un Galileo Galilei ante-litteram.
Il film si concentra sulle lezioni dedicate allo studio degli astri, alla fisica, ignorando quasi completamente (e volutamente) la logica e la metafisica.

A volte per esorcizzare un male si rischia di aprire le porte ad uno ben peggiore.
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Re: citazione di Celso in Alejandro Amenábar

Messaggioda Satyricon » 03/08/2011, 18:47

Joinville ha scritto:Il momento peggiore di tutto il film e quando davanti al consiglio della città si chiede ad Ipazia in che cosa credesse veramente visto che respingeva il dio dei cristiani, ed ella risponde, udite udite: "I believe in philosophy", intesa come ragione, ovvero alla scienza profana del XVII secolo.
C'è da chiedersi dove finisca l'ignoranza del regista e dove cominci la malafede di una certa ideologia.

Ipazia è stata l'ultima legittima rappresentante della scuola neoplatonica antica, non un Galileo Galilei ante-litteram.
Il film si concentra sulle lezioni dedicate allo studio degli astri, alla fisica, ignorando quasi completamente (e volutamente) la logica e la metafisica.

A volte per esorcizzare un male si rischia di aprire le porte ad uno ben peggiore.


In effetti la rappresentazione di Ipazia è falsa ed antistorica.

La "Storia ecclesiastica", dello storico Socrate, ci parla della studiosa in termini ben diversi: 'Vi fu ad Alessandrina una donna di nome Ipazia, figlia del filosofo Teone. Questa era giunta a tanto di erudizione da superare di molto tutti i filosofi del suo tempo e succedere nella scuola Platonica derivata da Plotino e da esporre agli uditori tutte le discipline della filosofia.'

Comunque, pur essendo evidente che i fini (occulti e palesi), degli sceneggiatori e produttori del film non siano certo quelli di stabilire la verità storica (od una verità) e di nobilitare il paganesimo antico, devo dire che il film è gobile e migliore di prodotti analoghi.
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Re: citazione di Celso in Alejandro Amenábar

Messaggioda Bisentium » 04/08/2011, 9:06

Per i commenti sul film, nella discussione di cui riporto il link ce ne sono di molto interessanti.

viewtopic.php?f=25&t=361&hilit=ipazia
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Re: citazione di Celso in Alejandro Amenábar

Messaggioda paride » 12/06/2012, 23:59

ovviamente il film, rimane un'opera opinabile se visto come un documentario su ciò che fù davvero Ipazia ed i suoi rapporti con le comunità dei primi cristiani. Sull'intolleranza, sull'assurdità, e sulla pretesa di essere l'unica religione vera e rivelata da parte del cristianesimo, vi è un amplia bibliografia a tal proposito che può essee accettata o ignorata che va da Porfirio a Giuliano Imperatore, da Julius Evola (in parte poi ha ritrattato il tema) a Arturo Reghini, Da Celso a Rutilio Namanziano. Un'oscura quanto barbara religione che veniva dal basso, esotica\ asiatica, sentimentale, albeggiata in estremo oriente, spuria e intransiggente, che prendeva a prestito mille miti e simboli precristiani, rimescolandoli con indubbia genialità paolina rendendo schiava Roma, i romani e tutto il mondo Greco classico...da quella schiavitù non ci siamo mai più ripresi, e non bastano e non bastarono i Galileo, I Giordano Bruno, i Campanella, con i loro roghi a rischiarare la mente dell'occidente, poichè quando si mischia il sangue buono a quello scadente è l'ultimo che trionfa. Si tradirono i propri dei italici Giove, Apollo, Venere, per abbracciare dei stranieri...e chi apre il culto a divinità straniere e indigene ha perso il proprio onore, la propria dignità ed in ultimo l'anima
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Re: citazione di Celso in Alejandro Amenábar

Messaggioda Italicus » 28/07/2016, 15:20

Certo non si può pretendere che un regista imbevuto di spirito "giacobino ed illuministico" presentasse Ipazia per quelle che lei realmente era. Quindi più che la presentazione del neoplatonismo, che probabilmente il regista manco sa cosa fosse, la rappresentazione di un femminismo illuminista e la condanna del cristianesimo in quanto oppressore del femminismo illuminista piuttosto che come distruttore della Tradizione gentile ellenistico-mediterranea. Accontentiamoci però, almeno qualcuno è venuto a conoscenza della figura di Ipazia che altrimenti sarebbe stata confinata in pochi cenacoli.
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